Il Tempranillo del Duero e i suoi… fratelli

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Priorat (Tarragona), Roja (Logroño), Ribera del Duero (Valladolid). Sono le tre più importanti zone vinicole della Spagna. 

Nella mia ultima trasferta in terra iberica (luglio scorso) ho visitato (e non era la prima volta) la Ribera del Duero in occasione dei festeggiamenti per i 40 anni di vita della Denominazione. 

Spettacolari i vigneti che si affacciano lungo il corso del Duero, il fiume che dopo aver attraversato l’altopiano della Meseta entra in Portogallo (con il nome di Douro) e dopo 900 chilometri sfocia nell’Oceano Atlantico bagnando la città di Oporto e la dirimpettaia Vila Nova de Gaia, sede delle famose cantine del mitico Porto

Spettacolari i vigneti, dicevo, ed altrettanto spettacolari le cantine (bodegas) disegnate dai più famosi archistar. 

Nel distretto di Vallodolid, alle pendici del castello medievale di Peñafiel Richard Rogers ha progettato l’avveniristica e spettacollare cantina Protos che utilizza come locali di invecchiamento del vino oltre due chilometri di tunnel e gallerie proprio nelle profondità dello sperone roccioso.

Il vitigno principe di questa zona è Sua Maestà il Tempranillo con i suoi… fratelli: Garnacha, Cabernet Sauvignon, Merlot, Malbech. 

La DO (Denominacion de Origen) Ribera del Duero, paragonabile alla nostra Doc, si estende per 123 chilometri lungo il fiume Duero nella regione di Castilla y Leon. 

Una denominazione che deve gran parte della notorietà ad uno dei vini mito della regione: Vega Sicilia.

Vega Sicilia il vino icona della Spagna lanciato da Robert Parker

La storia vitivinicola della Ribera del Duero prende le mosse nel 1864 quando Eloy Locanda y Chaves, dopo aver studiato enologia a Bordeaux, portò con sè dalla Francia e poi piantò nei terreni del padre a Valladolid alcune barbatelle di Cabernet Sauvignon, Merlot, Malbec e Pinot Nero per nobilitare il Tempranillo, vitigno principe della zona. Risultato? 

Creò uno dei blend più blasonati dell’intero pianeta enoico: Vega Sicilia. 

Un vino rosso sontuoso che il critico americano Robert Parker lanciò nel firmamento delle  grandi etichette d’autore e per il quale oggi i collezionisti sono disposti a spendere cifre da capogiro, anche migliaia di euro, per acquistare le annate storiche.

Ricchezza e diversità di suoli con un microclima mitigato dal fiume 

Per quanto riguarda l’origine del nome Vega Sicilia si racconta che questo fosse inizialmente Vega Santa Cecilia, abbreviato poi con il passare degli anni in Vega Sicilia, più facile sia da scrivere che da ricordare.

 Altri, invece, sostengono che il nome derivi dalla zona in cui sorge l’azienda, chiamata fin dal Medioevo Vega Sicilia Carrascal. 

Acquistata, nel 1982, dalla famiglia Álvarez, Vega Sicilia può contare oggi su un vigneto di 200 ettari, con una incredibile ricchezza e diversità dei suoli e un microclima mitigato dalla presenza del fiume Duero.

La Bodega attualmente è gestita da Pablo Álvarez che punta per l’80% sul Tempranillo, mentre il 20% del vigneto è riservato al Cabernet Sauvignon, al Merlot e al Malbec. 

Tre sono le etichette simbolo dell’azienda: Vega Sicilia Unico, Valbuena e Unico Reserva Especial. 

L’Unico, in particolare, è prodotto solo nelle migliori vendemmie, con un mix di Tempranillo e Cabernet Sauvignon. 

Ciò che lo rende davvero “unico”, come suggerisce anche il nome, è l’invecchiamento, il più lungo al mondo per un vino rosso: 10 anni tra il legno e la bottiglia.

La denominacion de Origen Ribera del Duero: 300 le cantine


Per oltre un secolo Vega Sicilia rimase l’unica cantina a produrre vini di qualità nella regione. 

Tutto cambiò negli anni Ottanta del secolo scorso quando Alejandro Fernandez fondò la Bodega Pasquera il cui successo portò nel 1982 alla creazione della DO (Dominacion de Origen Ribera del Duero). 

All’epoca della creazione della DO vi erano solo 24 cantine, oggi sono oltre 300, di cui un centinaio fondate negli ultimi dieci anni. Oltre 22 mila sono gli ettari vitati della denominazione.

Il clima continentale viene spesso descritto come “nove mesi di inverno e tre mesi d’inferno”. 

La temperatura varia dai -4°C ai 42°C e le vigne germogliano tardi, solitamente non prima della fine di Aprile. 

Per questo motivo la vendemmia nella Ribera del Duero è fra le più tardive d’Europa e può protrarsi fino all’’inverno, motivo per cui le bucce sono ricche di fenoli maturi.

Sua maestà il Tempranillo ribattezzato Tinto Fino o Tinta del Pais

La maggior parte dei vini è prodotta utilizzando il Tempranillo, conosciuto localmente con il nome di Tinto Fino o Tinta del Pais. 

Vi sono comunque un buon numero di vini che aggiungono nel blend una percentuale (dal 10 al 20%) di Cabernet Sauvignon e Merlot, seguendo la classica ricetta di Vega Sicilia.

La classificazione dei vini: Crianza, Reserva e Gran Reserva

La classificazione tradizionale dei vini della Ribera del Duero segue lo schema classico della Rioja: i vini sono classificati in base a quanti mesi vengono affinati e sono divisi in Crianza, Reserva e Gran Reserva. 

Un Crianza deve essere invecchiato per almeno due anni con non meno di 12 mesi in botte. 

Un vino Reserva deve essere invecchiato per non meno di tre anni, di cui almeno 12 mesi in botte. 

Un Gran Reserva deve affinare per almeno 5 anni, con non meno di 24 mesi in botte.

I festeggiamenti per i 40 anni della denominazione Ribera del Duero


La denominazione Ribera del Duero, il vino spagnolo prodotto nell’alta valle del Duero, nella regione di Castiglia e León, nei giorni scorsi ha festeggiato i 40 anni di fondazione. 

Era il 21 luglio del 1982 quando, nella stazione della metropolitana del Retiro a Madrid, venne firmato l’atto di fondazione della Denominazione di Origine, costituendo così il Consiglio ufficiale e approvandone il primo regolamento. 

Sabato scorso nella suggestiva piazza del Coso di Peñafiel, il Consiglio, la Provincia di Valladolid e la Ruta del Vino hanno reso omaggio a chi creò un progetto di respiro internazionale, celebrando una tradizione storica che raggruppa un centinaio di località tra Burgos, Soria, Segovia e Valladolid.

Il progetto iniziale venne avviato da una decina di osterie e cooperative, aiutate dalle amministrazioni del territorio. 

Oggi sono una grande famiglia di 307 produttori e circa 9 mila viticultori, una realtà che ha cambiato la vita del territorio rurale, che è diventato un motore economico, sociale e culturale dimostrando che Ribera del Duero è molto più che un semplice vino: è vita, sviluppo, unione e prosperità. 

Il Consiglio ufficiale del Ribera del Duero, l’organismo che garantisce l’autenticità dei vini di questa regione, assicura che ogni bottiglia con la sua etichetta abbia superato rigorosi controlli di qualità. 

Quarant’anni dopo la fondazione, la Denomination de Origen è un riferimento internazionale di vino di qualità. 

Esporta in oltre 100 Paesi il 18% della sua produzione, mentre la quota nazionale di mercato cresce ogni anno: il 10,4% in volume e il 16,8% in valore tra tutti i vini a denominazione controllata. 

Ribera del Duero, inoltre, è un esempio di viticultura sostenibile. In alto i calici. Prosit.

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