Trentino a 4 stelle
Tre giorni rigeneranti in Val Rendena, a Madonna di Campiglio, dove sorge lo storico Biohotel Hermitage incorniciato dalla natura incontaminata e dalle splendide dolomiti del Brenta
Una struttura che rispetta la natura in cui è totalmente immersa, che rispetta l’uomo attraverso l’ospitalità della famiglia Maffei, il benessere e i prodotti genuini. Situato in una delle posizioni più incantevoli dell’arco alpino e ricostruito secondo le norme della bioarchitettura. Ecco in che luogo incantevole ci siamo recati per un viaggio stampa davvero suggestivo. All’arrivo abbiamo potuto toccare con mano tutto ciò di cui è più rinomato questo hotel e questo territorio: l’ottimo cibo preparato esclusivamente con prodotti di ottima qualità, la splendida visuale che fa respirare una rara sensazione di natura che si percepisce soprattutto dall’interno della struttura. La bioarchitettura, infatti, garantisce il rispetto sia dell’ospite che dell’ambiente poiché i materiali che compongono gli interni sono completamente naturali. Le stufe in maiolica, i pavimenti di abete e cirmolo, un microclima confortevole con riscaldamento per irraggiamento, la travatura in legno naturale, le finestre molto ampie per irradiare le stanze della luce del sole. La cucina è senza dubbio uno dei punti forti del Biohotel Hermitage. Della cucina del ristorante gourmet “Stube Hermitage” abbiamo avuto modo di parlare nello speciale, dove abbiamo presentato i piatti dello chef stellato Paolo Cappuccio, chef con una vera e propria vocazione che dal 2004 lavora con la famiglia Maffei. Uno dei pochi che riesce benissimo a coniugare tradizione e innovazione. Paolo Cappuccio, per l’appunto, associa la tipicità trentina con la tradizione mediterranea, nord e sud qui si mescolano; basti citare i canederli d’astice per rendere bene l’idea di cosa crea questo estroso chef napoletano. Dopo aver riposato ed esserci sollazzati tra piscina, bagno turco e zona relax, con l’immancabile aiuto di due guide alpine ci siamo avventurati per una lunga ciaspolata nel mezzo dei boschi silenziosi del parco Naturale del Brenta. Siamo arrivati fino al lago Nambino, in questo periodo dell’anno ghiacciato, ma che rivela una natura incontaminata e una visuale e un silenzio indimenticabili a tutti i sensi. L’esperienza vissuta in questo luogo è stata correlata dalla simpatia di Barbara Maffei che si occupa egregiamente proprio di accogliere l’ospite dal suo arrivo alla partenza. Barbara ci ha spiegato bene la storia di questo posto, e attraverso di lei abbiamo avuto modo di percepire come il sapore di casa e la tradizione dell’ospitalità si sia proprio tramandata di generazione in generazione, come ogni componente di questa tranquilla famiglia abbia messo del suo per migliorare la struttura e come tutto sia stato fatto con estrema cura e amore. Ogni parete e ogni angolo, ogni elemento dell’arredo fino al profumo rivela tutto quello che coltiva da anni questa famiglia: l’arte dell’ospitalità. Valentina Di Maria


