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Reportage
Filippo La Mantia: “siciliano illustre di cucina”
Oliovinopeperoncino nel mondo dell’alta gastronomia: dopo l’intervista a Heinz Beck, Filippo La Mantia. Come la dugentesca Scuola di Federico II produsse i primi vagiti della tradizione letteraria italiana sotto l’ègida del siciliano illustre, la neo-ristorazione tricolore si ciba del “siciliano illustre di cucina” del grande chef palermitano La Mantia.
In primo piano
La Grande Festa del Vino
Più di 100 vini in degustazione e, per non farsi mancare proprio nulla, golosità gastronomiche dal dolce al salato a portata di mano …. E di bocca. E’ quanto succederà Domenica 12 Settembre 2010 in Villa Belvedere a Mirano con la terza “Grande Festa del Vino” organizzata dall’Enoteca Le Cantine Dei Dogi.
Un no senza se e senza ma alla patata Ogm.
“Patata transgenica”. No non è il titolo del prossimo film di Tinto Brass che magari potrebbe raccontarci la storia di una coraggiosa equipe di scienziati che crea in provetta la donna perfetta, le tematiche erotiche andrebbero a sovrapporsi con quelle fantascientifiche.
Questa è la realtà e ritorno alla fantascienza solo per rendere al meglio la mia opinione a riguardo: c’è il rischio che la “Amflora”(così è stata chiamata la patata modificata dalla multinazionale Basf) abbia un proporzionale invasivo tale e quale ai Visitors!
Ormai è noto e risaputo che questo mostro genetico toccherà e colonizzerà le sponde europee tra le quali c’è, ahimè, anche l’Italia. Molte organizzazioni internazionali come la Oms, l’Efsa(autorità Ue per la sicurezza alimentare) e l’Emea(agenzia europea per il farmaco) hanno ben pensato di restare su una linea d’opinione che rasentava l’ignavia talvolta approvando l’ingresso in Europa della patata altre volte bocciandolo.
Ben diversa è stata invece la presa di posizione del ministro Zaia intenzionato a chiedere all’Ue una clausola di salvaguardia. Significa voler proteggere i produttori da un possibile collasso tra questi ricordo in particolare le famiglie di Rotzo (Vi) da secoli coltivatrici sopraffine del tubero d’oltreoceano.
Ma la Amflora a cui affibbierei il nomignolo di “Malflora” non ha proprio niente a che fare con le nostre patate, non si mangia, o almeno noi esseri umani non possiamo perché sprovvisti di rumine. Ma alle mucche, ai vitelli, latte e bistecche sulle tavole italiane, verrà data in pasto.
Alcuni esperti del settore hanno sfatato il “mito” secondo il quale la “Malflora”, contenendo un gene modificato per provocare resistenza agli antibiotici, possa trasmettere questo pericoloso carattere a animali tramite nutrienti. Non voglio neanche scovare motivazioni insite nella scienza: l’Ogm è per natura eticamente sbagliato, frutto di scelte storico-alimentari poco accorte. Stiamo oltrepassando la nostra stessa storia?
G. Camedda
La drammatica conversione di un degustatore astemio
Tris di Cabernet al Ceppo: storia di una scommessa.

Il territorio del Vesuvio, monte di che distrusse con la sua furia le antiche città romane di Pompei ed Ercolano, nonché quello del Monte Somma, cratere più antico, sono da sempre terroir d’elezione di vitigni pregiati.